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RIMETTIAMOCI IN CAMMINO_ IDEE E PROGETTI PER IL 2021
 
RIMETTIAMOCI IN CAMMINO_ IDEE E PROGETTI PER IL 2021
RIMETTIAMOCI IN CAMMINO_ IDEE E PROGETTI PER IL 2021

RILANCIAMO LA CULTURA : LINEE PER UNA NUOVA STAGIONE NEL 2021

 

In questa stagione di chiusura del teatro e di tutte le attività culturali in presenza, al San Domenico non siamo stati fermi.

Abbiamo proposto iniziative a distanza e, appena è stato aperto un piccolo spiraglio, abbiamo realizzato qualche spettacolo.

Contemporaneamente abbiamo presentato progetti per accedere ai finanziamenti proposti in vari bandi (Regione, Cariplo, Fondazione Comunitaria).

Abbiamo progettato e realizzato la mostra “Crema Curiosa – Storie di donne, madonne, santi e cavalieri”. Una mostra pronta per il 5 dicembre, ma la cui inaugurazione abbiamo dovuto rinviare, si spera, a metà del mese di marzo.

Intanto abbiamo pubblicato il libro-catalogo che è stato presentato alla Pro Loco e che costituisce un segno della nostra presenza ed un bel suggerimento per i regali di Natale (e anche oltre).

 

Abbiamo anche lavorato, e molto, con fiducia ed entusiasmo a progettare il futuro, immaginando una possibile ripresa quasi “normale”, pur con tutte le limitazioni ancora necessarie per la sicurezza.

Abbiamo presentato così, per il bando Cultura della CARIPLO, un ambizioso progetto, che, se realizzato, coprirà l’intero anno 2021, a partire da marzo, sino ad ottobre compreso.

Nella convinzione che, a novembre, potremo riprendere con nuova lena e fuori dalla straordinarietà.

Un progetto che costituisce l’intero nostro programma di attività.

Un progetto che realizzeremo comunque, compatibilmente con la situazione che troveremo e con le risorse che avremo a disposizione.

In allegato ne troverete il testo, lungo e complesso, presentato in CARIPLO, con il titolo “RIMETTIAMOCI IN CAMMINO”

 

Per dare un’idea di quanto elaborato e del programma che intendiamo realizzare, per il rilancio della cultura e dello spettacolo dal vivo nel nostro territorio, ne riporto qui di seguito una sintesi.

 

RIMETTIAMOCI IN CAMMINO

 

Il mondo si era fermato. Le scuole, il lavoro, ogni scambio sociale. Anche il mondo dell’arte.

Poi qualcosa, lentamente, ha cominciato di nuovo a muoversi. Ma non le scuole. Non i teatri, non le gallerie d’arte, non la musica, non la danza. Tutto ciò che è socialità intelligente, scambio, confronto, conoscenza, cultura in sostanza, fatica a riprendere. E, comunque, quando si potrà parlare di ripartenza, si dovrà fare i conti con un panorama radicalmente mutato.

Mutato nelle forme di comunicazione, nei modi di relazionarsi e di convivere.

Mutato perché si è indebolito il legame con il pubblico, perché si sono fermati i progetti didattici in presenza, perché la crisi non è solo di fiducia ma anche economica.

Compito della cultura sarà quello di prendere atto di questo mutamento e di lavorare per recuperare nuove forme di relazione sociale, con una nuova offerta che incoraggi la partecipazione, che coinvolga nuovi interlocutori, che aiuti il formarsi di nuovo pubblico.

Occorre mettere in campo nuova creatività, nelle forme della comunicazione e nella sostanza della proposta e della offerta culturale.

Una offerta che dovrà recuperare le migliori esperienze pregresse, ma che dovrà innovarsi, facendo propri nuovi linguaggi e nuove tecniche.

Da queste premesse nasce il progetto di un programma artistico e teatrale che possa valere per l’intero anno 2021.

Un progetto che, non casualmente, abbiamo intitolato RIMETTIAMOCI IN CAMMINO.

 

Abbiamo pensato ad organizzare, in via eccezionale e per rispondere a questi tempi eccezionali,  una stagione completamente diversa dal passato, nei contenuti, nelle forma, nei tempi e negli spazi.

Una proposta ambiziosa, che vuol provare a coprire lo spazio di una intera stagione, da marzo ad ottobre, nell’attesa e nella speranza che poi, finalmente, potremo tornare a tempi più “umani”.

Prima del covid 19

Nell’ultima stagione del nostro teatro e del Civico Istituto Musicale “L.Folcioni” eravamo arrivati a contare ben 192 aperture del teatro e del suo ridotto, la Sala Bottesini.

Avevamo realizzato 17 spettacoli teatrali, di musica e di balletto inseriti nella stagione in abbonamento. In un teatro da 440 posti, la media di presenze era arrivata a 395 spettatori.

Convenzioni speciali, per favorire la presenza agli spettacoli, erano in atto con l’Università per gli anziani, con la Pro Loco, con i soci Coop Lombardia e con alcuni Comuni del Circondario.

Abbiamo ospitato  10 spettacoli teatrali, musicali e di balletto realizzati da compagnie autonome, felici di poter lavorare in una struttura così prestigiosa.

Abbiamo realizzato 42 serate delle rassegne Cremainscena (aperta alle compagnie amatoriali del territorio) e Cremainscenadanza (per le esibizioni delle numerose scuole di ballo).

Abbiamo realizzato anche una specifica stagione teatrale dedicata ai giovani ed alle scuole, presentando  18 spettacoli che hanno sempre registrato il sold out e, spesso, hanno dovuto andare in replica.

Abbiamo ospitate le date zero dei tour di artisti di livello nazionale come Malika Ayane, Ron, Paola Turci, Le Orme, Red Canzian, Roberto Vecchioni, Nigiotti, Luca Carboni.

I docenti e gli studenti dell’Istituto Folcioni si sono esibiti, in teatro o nella Sala Bottesini, per ben 25 serate.

Possiamo aggiungere, tra le attività e le collaborazioni che hanno caratterizzato la vita della Fondazione San Domenico, anche gli accordi con il Caffè Letterario, con il Caffè Filosofico e con il Gruppo Antropologico Cremasco, il Franco Agostino Festival ospitati in teatro negli spazi dell’Istituto Folcioni per le loro attività e per le loro serate. Poi abbiamo dovuto fermarci.

Il mondo della scuola

In aggiunta a questo, gli ultimi anni della attività della nostra Fondazione sono stati caratterizzati dal legame sempre più stretto e di reciproca collaborazione costruito con il mondo delle scuole.

Insieme ad esse, e anche grazie a specifici progetti appositamente finanziati, abbiamo realizzato percorsi didattici importanti. Uno dei più caratteristici è stato il progetto LA MUSICA CHE UNISCE che, nell’ultima stagione aveva visto protagonisti circa 1100 ragazzi provenienti da quasi tutti gli Istituti Comprensivi del territorio.

Un progetto di grande impatto e di sicuro successo, che, nell’ultimo anno, aveva addirittura ottenuto il riconoscimento ed il finanziamento da parte del MIUR..

Una stretta collaborazione è stata realizzata anche con le scuole medie superiori, operando principalmente su due linee:

  • quella della realizzazione di progetti di alternanza scuola/lavoro, formando giovani studenti come guide alle mostre, come gestori della sala teatrale, come aspiranti scenografi e costumisti e, anche, come aiuti tecnici per la gestione luci e suoni;
  • quella della preparazione, nelle classi, alla fruizione e alla comprensione degli spettacoli proposti,

Dopo il covid 19

Poi la pandemia. Gli ingressi si sono azzerati, le visite e le attività didattiche in presenza sono sparite, anche le presenze turistiche, attratte dagli spettacoli e dalle mostre, sono terminate.

E, ovviamente, anche la situazione economica si è fortemente appesantita.

Ma il lavoro fatto, la “semina” realizzata non sono stati inutili.

Da una situazione di forti criticità (diminuita propensione alla partecipazione, anche per il cosiddetto “effetto capanna”, difficoltà economiche oggettive non solo da parte dell’offerta, ma anche della domanda) sono nate anche necessità e bisogni di risposte positive.

Un progetto e un’idea portante

E la risposta che il progetto vuol dare ha molteplici obiettivi.

  • Innanzitutto recuperare nel pubblico a noi vicino, la fiducia di poter tornare a stare insieme, in un teatro, in una sala musicale, in una piazza dove gli artisti possono esibirsi;
  • Tornare a confrontarsi prevedendo anche di rinnovare collaborazioni con imprese culturali e professionisti a cui chiederemo, almeno in questa prima fase, un po’ di leggerezza;
  • Recuperare alla socialità i luoghi delle cultura e dell’arte, anche riaprendo alla fruizione del pubblico spazi culturali, monumentali e storici, da tempo trascurati,;

 

L’idea portante del progetto è quella di operare realizzando iniziative articolate per tematiche, categorie, tipo di pubblico e di interlocutori, modalità operative.

Differenziare i target significherà, in sostanza, prevedere azioni, che si realizzeranno nel periodo che va da marzo a novembre:

  • rivolgendosi ad un pubblico di studenti, nelle scuole, con i corsi di musica e di teatro,
  • ospitando spettacoli per il pubblico teatrale che ha sempre frequentato, numeroso, le stagioni del San Domenico, ed allargando questa proposta a spazi all’aperto (la Piazza San Domenico, CremArena, i cortili dei palazzi storici), con performance itineranti che potranno raggiungere luoghi  periferici;
  • favorendo la produzione e la condivisione sul “palcoscenico virtuale” di performances artistiche autoprodotte da giovani artisti;
  • Recuperando anche le esperienze migliori a suo tempo maturate, e proponendo, all’interno delle celebrazioni del bicentenario del compositore cremasco Giovanni Bottesini, una riedizione della tradizione, interrotta, del Bottesini Basso Jazz Festival,

 

Ed ecco, quindi, in sintesi, le singole azioni che andranno a comporre il quadro dell’intero progetto.Per ciascuna di esse abbiamo proposto un titolo ed abbiamo pensato ad una figura di responsabile organizzativo.

 

INCROCI : responsabile Franco Ungaro

La prima azione che proponiamo ha come obiettivo principale quello di recuperare i legami, allentati durante la pandemia, con il nostro pubblico tradizionale, quello che ci ha sempre seguito, aumentando di anno in anno, nelle diverse stagioni teatrali.

Azzerata la tradizionale stagione per via della chiusura dei teatri, proporremo comunque, nell’ipotesi che dalla primavera, pur con tutti i limiti ancora necessari, si potrà riaprire, un ritorno al teatro ed allo spettacolo dal vivo.

Riapriremo gli spazi teatrali, ma andremo anche a cercare nuovi spazi, perché pensiamo ad una proposta che comprenda anche i mesi dell’estate e del primo autunno.

La parola d’ordine di questa innovata programmazione sarà “all’insegna della leggerezza”.

Perché c’è bisogno di riscoprire il piacere dello stare insieme, perché si deve uscire dalla tristezza dell’isolamento forzato, perché si deve tornare a condividere i sorrisi.

A tal fine, la programmazione include spettacoli e performance di teatro, danza, circo e musica accomunati da una cifra di leggerezza e humour, testi e opere che lanciano messaggi positivi e che rafforzano il sentimento di fiducia e di speranza nel futuro,  storie e testi conosciuti dal grande pubblico ma anche performance itineranti che potranno raggiungere luoghi  periferici.

Abbiamo ipotizzato e preliminarmente contattato, questa tipologia di spettacoli e di spazi teatrali, che proponiamo a mo’ d’esempio;

nel Teatro San Domenico

Le allegre comari di Windsor  (anche come recupero della stagione annullata) compagnia Atir di Milano

Opera panica extralarge  del Teatro Franco Parenti di Milano

Queste pazze donne con Benedicta Boccoli e Rosita Celentano

Il nodo con Ambra Angiolini 

Delirio  a due con  Marco Sgrosso- Elena Bucci

 Opera da tre soldi con Rocco Papaleo

Una tipologia di spettacolo che sicuramente ha la capacità di coinvolgere nuovamente il nostro pubblico tradizionale ma che, grazie anche alla qualità ed alla notorietà degli interpreti, ha una grande capacità di attrattiva anche per un pubblico nuovo e giovane.

nello spazio di CremaArena

66/67 con Alessio Boni e Omar Pedrini  

Best of Banda Osiris

Rapshody (come recupero) con Oblivion

nella Piazza Trento e Trieste, al Mercato austro-ungarico  e per le strade di Crema

si prevedono i  appuntamenti pensati con l’idea di invertire, una volta tanto, i ruoli: non sarà il pubblico ad andare a teatro, ma sarà il teatro che andrà a cercare il suo nuovo pubblico.

 

RINASCINMUSICA: responsabile Alessandro Lupo Pasini

Il progetto si caratterizza particolarmente perché si rivolge direttamente al pubblico che ama la musica, con particolare attenzione al pubblico giovanile.

Il linguaggio universale della musica favorisce lo scambio, la crescita, l’integrazione e l’arricchimento personale, avendo in sé riconosciute capacità terapeutiche, che potranno essere di supporto a bambini ed adulti nel superare le problematiche causate dall’isolamento sociale cui, nostro malgrado, siamo stati costretti.

Tutti i generi musicali saranno presenti: la Classica, il Jazz ed il Pop.

Prevediamo di dare vita a tre appuntamenti fissi mensili, di venerdì.

Questi concerti verranno ospitati in diversi luoghi, a cominciare dal Mercato Austroungarico e dai cortili dei palazzi della città.

Protagonisti saranno innanzitutto gli allievi dell’Istituto Folcioni, quelli delle scuole ad indirizzo musicale gli allievi dei Conservatori della Lombardia, i docenti, gli ex allievi già laureati presso i Conservatori e in carriera, prestigiosi musicisti locali e musicisti di caratura internazionale.

Prevediamo vari livelli di proposta artistica, in spazi diversi.

Nel Teatro San Domenico

Recupereremo per il palcoscenico del teatro spettacoli e collaborazioni artistiche annullate per via della pandemia come, ad esempio, VIEW con il trio di Mario Piacentini, oppure POP4OPERA con Giovanna Caravaggio, Debora Tundo, Alessandro Lupo Pasini e Massimiliano Bullo

E presenteremo, come nuovo spettacolo, UNO STRADIVARI PER CREMA con Lorenzo Meraviglia, violino (Stradivari)  e Mauro Benaglia, pianoforte

Nel ridotto del teatro (Sala Bottesini

Organizzeremo concerti dei docenti del Civico Istituto Musicale L. Folcioni, dei loro allievi e dei migliori allievi dei Conservatori di Cremona, Brescia e Piacenza.

Daremo inoltre valore e spazio ad eventi che vedranno protagonisti gli studenti delle Scuole Medie a Indirizzo Musicale.

Nel Mercato Austroungarico, nella piazza San Domenico e nei cortili dei palazzi

In questi spazi all’aperto organizzeremo concerti delle Band giovanili di musica pop & jazz presenti sul territorio.

 

Una proposta assolutamente innovativa rivolta ad avvicinare nuovo pubblico, presente nel nostro bacino potenziale di utenza, è quella della organizzazione di un inedito corso di Musical.

Il Musical è l’occasione per studiare contemporaneamente canto, danza e recitazione.

Questo approccio consente di sviluppare in modo armonico gli strumenti di espressione che naturalmente i bambini adoperano: la voce ed il corpo.

Infine investiremo risorse su un settore che promette grandi ed inaspettati sviluppi.

Stimolati, nella fase del lockdown, dalla necessità di mantenere il contatto con gli studenti dell’Istituto Folcioni, abbiamo sviluppato e implementato l’utilizzo della didattica a distanza e delle audio-lezioni. Non esistevano solidi modelli di riferimento per pensare ad una didattica on line della musica. Ce li siamo inventati, li abbiamo costruiti e li abbiamo sperimentati. Con successo, anche.E perciò continueremo, offrendo ai giovani artisti, sul sito della Fondazione, l’opportunità di presentare le proprie performances su un apposito palcoscenico virtuale.

 

LA CICALA CANTA ANCORA: responsabile Nicola Cazzalini

Questa azione punta principalmente, come destinatari e bacino di utenza, ai giovani, ai giovanissimi ed alle loro famiglie.

Prevediamo la ripresa di collaborazione con le scuole, consolidata negli anni pre Covid 19, e il coinvolgimento e la valorizzazione di imprese culturali e professionisti che, già nel passato, avevano dato un grande contributo creativo alla proposta culturale territoriale.

In particolare rilanceremo e valorizzeremo l’esperienza della rassegna IL CANTO DELLA CICALA.

Negli anni tra il 2008 e il 2019 nel territorio cremasco sono fiorite piccole rassegne di teatro dedicato ad un pubblico di bambini, ragazzi, famiglie e scuole.

L’esempio più longevo, e la cui chiusura causa pandemia è stata più dolorosamente sofferta, è stata la rassegna domenicale autunnale “Il canto della Cicala”.

Dieci anni per dieci edizioni, realizzate in particolare nel territorio di Bagnolo Cremasco, che hanno visto la partecipazione di diverse migliaia di bambini accompagnati da genitori, fratelli, nonni, in un appuntamento atteso ogni autunno.

Raccogliendo questa eredità, proporremo un’unica stagione dedicata ad un pubblico di bambini, ragazzi, famiglie, scuole,.

Ogni intervento prevede la collaborazione e la contrattualizzazione di compagnie professionistiche e amatoriali del territorio e anche nazionali.

 

RIDANZA: responsabile Danny Lodi

Questa azione si rivolge direttamente a quella vasta parte del pubblico, ma anche degli aspiranti interpreti, che ama la danza e frequenta con passione le numerose scuole di danza del territorio.

Scuole che la pandemia ha bloccato, passioni che non hanno potuto essere soddisfatte in questi mesi, e che, a maggior ragione, hanno bisogno di esprimersi al massimo.

I primi destinatari di questa azione, perciò, sono gli allievi delle scuole di danza, ma anche i loro maestri ed i numerosi professionisti che operano nel settore e che hanno pesantemente subito il fermo delle attività artistiche.

Il nostro progetto avrà come madrina Carla Fracci, che, ad aprile, inaugurerà la stagione, sul palcoscenico del Teatro San Domenico, patrocinando una rassegna coreografica delle scuole di danza del territorio. Continueremo poi sino ad ottobre coinvolgendo tanti stili, tante figure, tanti modi di comunicare quest’arte, ospitando appuntamenti differenti con coreografi di fama nazionale ed internazionale.

Nel mese di giugno, riprenderemo la tradizione bruscamente interrotta della rassegna Cremainscenadanza..

Prevediamo anche un appuntamento dedicato ai più piccoli: il famoso parco divertimenti Leolandia arriva al CremArena con fate, folletti, principi e principesse che danzeranno e canteranno per rendere magica una serata in famiglia.

 

RITORNO AL FUTURO: BOTTESINI RELOADED: responsabile Enzo Rocco

Questa azione ha come destinatario un pubblico particolare, cui offriremo la straordinaria possibilità di partecipare ad una masterclass di livello internazionale.

L’occasione è data dalla organizzazione, in settembre, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Bottesini, delle celebrazioni dedicate a Giovanni Bottesini.

La necessità di richiamarne la figura si lega, per noi, anche al desiderio di riprendere il filo, raccogliere l’eredità di una importante iniziativa che tenne banco a Crema per sei anni, dal 1998 al 2003, il “Bottesini Bassofestival”, festival capace di coinvolgere la città in una settimana di iniziative di sicuro livello internazionale.

Lo riproporremo, in forma attualizzata, a diciotto anni dal suo svolgimento storico.

Tre giorni (da venerdì a domenica) di musica che favoriranno, e avranno come elemento caratterizzante, l’organizzazione di workshop, masterclass o laboratori in collaborazione con il Civico Istituto Musicale “L. Folcioni”.

L’eccezionalità dell’opportunità offerta ai giovani musicisti  è data dal fatto che, nella gestione di questi irripetibili workshop, verranno responsabilizzati direttamente i grandi interpreti internazionali che parteciperanno al festival.

In questo contesto sarà così possibile una forte apertura internazionale, anche grazie alla ripresa della collaborazione col festival francese “Mardi Graves” e l’apertura della collaborazione con il festival di jazz e musiche improvvisate  italo-francese “Una striscia di terra feconda”,

E saranno questi straordinari musicisti a guidare la formazione specialistica dei nostri giovani musicisti, a partire dagli studenti delle scuole di musica e da quelli iscritti all’Istituto Musicale “L.Folcioni”.

 

OSPITALITA’, RASSEGNE E MOSTRE

Sempre compatibilmente con quanto sarà possibile realizzare nelle condizioni create dall’andamento della pandemia, saremo sempre aperti e disponibili ad organizzare le ospitalità dei grandi artisti che vorranno, ancora una volta, venire al San Domenico a preparare i loro tour, offrendo in cambio delle splendide “date zero” al pubblico cremasco.

 

E non rinunceremo, per quanto sarà dato, alla organizzazione delle rassegne Cremainscena e Cremainscenadanza, per ospitare sul nostro palcoscenico le proposte delle scuole di danza e delle compagnie amatoriali del territorio, dato che queste rassegne hanno sempre, e giustamente, raccolto l’adesione ed il successo di un pubblico vasto ed appassionato.

 

Come detto, a marzo inaugureremo la mostra “Crema Curiosa – Storie di donne, madonne, santi e cavalieri”, che è stata preceduta da una piccola anteprima presso la Pro Loco e che è riccamente illustrata nel libro-catalogo già in vendita presso la Fondazione e le librerie cremasche.

Ma altre esposizioni di importanti giovani artisti sono già in cantiere.

In attesa della nuova mostra del dicembre 2021.

 

 

IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SAN DOMENICO

Peppino Strada